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La SIAE alla riscossa ...

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di pubblicato il 09-04-2009 alle 22:44 (2842 Visite)
Piccola premessa: quanto state per leggere NON HA, e non vuole avere, alcuna connotazione di natura politica. In altre parole, il sottoscritto non è affatto né di destra, né di sinistra né di centro (anzi, democraticamente, detesto cordialmente l'intera classe politica italiana): di seguito troverete alcune personali considerazioni su un atto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile scorso, e sulle disposizioni in esso riportate, che riguardano molto da vicino quanti fanno della programmazione (e della conseguente distribuzione dei programmi realizzati) la loro passione.

Ma veniamo ai fatti: come detto, sulla gazzetta ufficiale del 6 aprile scorso è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 31 del 23 febbraio 2009, avente per oggetto il "Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell'art. 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633". Come forse alcuni di voi sapranno, il famoso bollino SIAE è stato oggetto, in tempi recenti, di una sentenza della Corte di Giustizia Europea (il famoso "caso Schwibbert") con la quale è stata contestata, per vizio di notifica alla Commissione Europea ex direttiva 93/84, l'obbligatorietà per i privati dell'apposizione del bollino SIAE. La suddetta sentenza è stata recepita dalla Suprema Corte di Cassazione che si è pronunciata nel senso della disapplicazione, da parte del giudice nazionale, della regola tecnica contestata (il bollino, appunto).

Le conseguenze sono state per la SIAE decisamente negative: nei confronti della società in questione, infatti, sono state intentate diverse cause volte a riottenere le cifre indebitamente scucite per il bollino "incriminato" e, se non vado errato, già alcune di queste erano arrivate a sentenza - ovviamente sfavorevole alla SIAE stessa.

Ed ecco che, come per miracolo (anzi - mi si passi la battuta - come per un vero miracolo italiano) arriva questo decreto che, come sempre più spesso avviene per i testi normativi prodotti nel nostro sempre più caotico paese, contiene alcune autentiche "perle" di competenza. Ma andiamo con ordine: eccovi dunque alcuni dei passi più interessanti.

Giusto per iniziare in bellezza, già al secondo comma dell'articolo 1 viene di fatto statuito che tutti i bollini apposti sono assolutamente legittimi, in barba alla normativa comunitaria allegramente disattesa, ed alle sentenze appena ricordate. Ora comprendete bene come, alla luce di quanto appena esposto, possa sorgere spontaneo il sospetto che questo decreto sia stato emanato non per fini di regolamentazione, ma per "salvaguardare le terga" (leggasi "parare il ...." - sostituire i puntini con termine di quattro lettere indicante parte anatomica sita giusto alla fine della colonna vertebrale) alla SIAE. Ma c'è di meglio ...

Vi riporto il primo comma - lettera a - dell'art. 5 "Supporti contenenti programmi per elaboratore ovvero multimediali", nel quale è stabilito che:
" 1. Ai fini dell'applicazione del comma 1 dell'articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come introdotto dall'articolo 10 della legge 10 agosto 2000, n. 248, per supporti contenenti programmi per elaboratore ovvero multimediali si intendono i supporti comunque confezionati contenenti programmi destinati ad essere posti in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fini di lucro ed in particolare:
a) i programmi aventi carattere di sistema operativo, applicazione o archivio di contenuti multimediali prodotti in serie sui supporti di cui alla alinea del presente articolo, fruibili mediante collegamento e lettura diretta dei supporti, quali dischetti magnetici (floppy disk), CD ROM, schede di memoria (memory card), chiavi usb, microchip, schede SD o attraverso installazione mediante il medesimo supporto su altra memoria di massa destinata alla fruizione diretta mediante personal computer".

Adesso mi piacerebbe che qualcuno degli "esperti" consultati per la redazione di questo testo mi spieghi come apporre un bollino SIAE su un microchip o su una scheda di memoria, magari una di quelle grandi come un'unghia ... certo, la specificazione che i programmi debbano essere ceduti "a fini di lucro" lascerebbe intendere che il software freeware non sia soggetto all'obbligo di apposizione del bollino ... ma sarà davvero così? Ecco allora arrivare la perla delle perle, il mitico comma 2, che recita:
"Sono comunque ricompresi nell'ambito di applicazione del presente regolamento i programmi per elaboratore ovvero multimediali contenenti applicazioni di tipo videogioco, enciclopedia ovvero dizionario, destinati a qualsivoglia forma di intrattenimento o per fruizione da parte di singoli utilizzatori o di gruppi in ambito privato, scolastico o accademico" ... come, come? Programma di tipo ENCICLOPEDIA???? E che accidenti vuol dire? Andiamo allora a prendere un dizionario della lingua italiana e vediamo come definisce il termine enciclopedia; sul mio sta scritto così: "Ampia pubblicazione che si prefigge di raccogliere e trattare ordinatamente, e per quanto possibile esaurientemente, le cognizioni relative alle scienze ed alle arti nel loro complesso o limitatamente ad uno o più determinati campi dello scibile".

A questo punto vediamo di ricapitolare: in teoria, se realizzo un software come freeware NON dovrei apporre alcun bollino, almeno in base a quanto stabilito dal 1° comma, ma se decido di realizzare un gioco, qualsiasi esso sia ed indipendentemente dalle sue caratteristiche, il bollino ce lo devo mettere per forza (ma perché?????). Stessa cosa se decido di realizzare un dizionario, anche qui non importa di che tipo - ragion per cui anche un sarcastico cd intitolato "Novissimo dizionario politichese - italiano, italiano - politichese" dovrà, obbligatoriamente, essere regolarizzato a mezzo dell'adesivo in questione. E tutti gli altri programmi? Beh, a meno che non intendiate far concorrenza alla Treccani, dovreste star tranquilli, ma non troppo: tenete presente che se la vostra opera dovesse avere uno scopo divulgativo, la solerte SIAE potrebbe classificarla (a torto o a ragione, ma che importa? LORO possono permettersi uno stuolo di avvocati ... mentre voi ....) come "Enciclopedia tematica" e dunque richiedervi il tanto vituperato bollino ... da qui il titolo: SIAE alla riscossa (dal verbo riscuotere, ahimé) ...

Mala tempora currunt ...

Saludos

aggiornamento da 09-04-2009 a 23:00 di iberico

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Commenti

  1. L'avatar di Windows M
    Ottimo post Iberico
    Perfettamente d'accordo con te, sopratutto su certe situazioni paradossali che ci si trova ad affrontare in Italia...purtroppo...